I Nostri Racconti Fantasy - Un racconto a più mani
 
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    I Nostri Racconti Fantasy

    Un racconto a più mani

    Marlene e la perla perduta

     

    Marlene, principessa della Natura, era una bella ragazza dagli occhi azzurri, i suo lunghi capelli biondi erano raccolti in una coda e legati con alghe marine dalle quali spuntava una bella e preziosa perla bianca che le dava il potere di vedere e sentire cose molto lontane da lei.

    La ragazza era gentile, simpatica e disponibile ad aiutare chiunque ne avesse bisogno, era piena di energia e piena di sogni, amava portare, un lungo mantello bianco ricamato con cavallucci marini e rossi coralli. La sua casa era il mare,  per questo Marlene era in grado di respirare sott’acqua, proprio come fanno i pesci.

    Il giorno del suo compleanno era uscita dal mare per fare una passeggiata sulla spiaggia  e raccogliere conchiglie per farne una bella collana. In riva al mare ve ne erano di tutti  colori e di tutte le forme e la ragazza iniziò a raccoglierle.

    I suoi genitori, da quando lei era piccola, le avevano sempre parlato di un terribile mostro che si aggirava nelle profondità marine, ma lei non aveva mai creduto a questa storia e la considerava un’antica leggenda da raccontare.

    La spiaggia  era deserta, non c’era nessuno, la sabbia era fine come la polvere bianca e come le nuvole che la ragazza vedeva nel cielo. Il mare era calmo e il suo colore, blu chiaro, sembrava rispecchiarsi nei begli occhi azzurri di Marlene.  Alle spalle della ragazza vi era un fitto bosco, vi erano particolari alberi dalla chioma violacea e dai frutti gialli con macchie verdi grandi come biglie.

    Mentre la ragazza raccoglieva le conchiglie, la preziosa e magica perla che aveva tra i capelli le cadde e con lei venne meno la capacità di Marlene di vedere e sentire cose molto lontane da lei. Un frastuono improvviso  la spaventò, si girò prima verso il bosco che aveva alle sue spalle, ma non vide niente, si girò allora  verso il mare: l’acqua, che prima era calma, ora si stava agitando, si agitava sempre di più…sembrava che bollisse, una voce in lontananza la chiamava:

     “Marlene, vieni da me Marlene”

    La ragazza seguì la voce che proveniva dal mare ed entrò in acqua. Marlene avverti attorno a sé una strana presenza, una  mostruosa creatura stava affiorando dall’acqua, era un  drago di roccia marina. Era molto grande, il suo corpo era ricoperto da giganti e lucide squame verdi, aveva una lunga coda che gli permetteva di nuotare velocemente, ma all’occorrenza la utilizzava per  difendersi e per catturare le sue prede; i suoi occhi erano rossi come la brace, i denti aguzzi e bianchi, le grandi zampe  terminavano con lunghi artigli di color avorio: era Atrogicus il dio del male, aveva il malefico potere di trasformare gli esseri viventi in creature malvagie.

    La ragazza sentì la lunga coda del drago che l’avvolgeva e in men che non si dica si ritrovò trascinata nelle profondità marine e imprigionata nei resti di un vecchio galeone affondato molti anni prima.

    “Marlene…adesso credi all’esistenza del dio del male” e concluse la frase con una risata diabolica.

    “Lasciami andare immediatamente” rispose coraggiosa la ragazza. “Atrogicus la guardò fisso nei suoi occhi: “Lasciarti andare? Mai….ti trasformerò in un essere malefico” e continuando nella sua risata si allontanò.

    Marlene non riusciva a capire come mai i suoi poteri non li avevano avvertirti del pericolo e solo allora si rese conto di aver perso la sua perla.

    Intanto sulla spiaggia iniziò a tirare un forte vento, era la Natura che  si stava arrabbiando per il rapimento della sua amata principessa. La perla, bloccata nella sabbia, cominciò a rotolare, raggiunse la riva, rotolò nell’acqua e sprofondò, sprofondò sempre di più nell’oceano; un cavalluccio marino, come quelli ricamati sul manto della ragazza, afferrò la perla con la sua tenera coda proprio prima che essa finisse per sempre dimenticata negli abissi marini. Con il suo prezioso carico, il cavalluccio si mise alla ricerca della sua principessa. Vagò per il mare dalla superficie fino alle profondità e quando, ormai stanco, stava per arrendersi, ecco che vide un relitto sul fondale marino.

    Una debole voce chiedeva aiuto, la perla, bloccata nella sua coda, si illuminò, era il segnale che quella voce era della sua principessa. Raccolse tutte le sue forze e nuotò verso il galeone.

    Facendo molta attenzione, si avvicinò al relitto, si accostò ad una fessura, guardò e  vide la principessa. Silenziosamente oltrepassò il foro e felicissimo restituì la perla alla ragazza.

    Marlene non credeva ai suoi occhi e, riottenuti i suoi poteri, riuscì appena in tempo a vedere Atrogicus mentre preparava la terribile bevanda che l’avrebbe trasformata per sempre in un essere malefico. La ragazza sapeva cosa la stava aspettando e mai, per niente al mondo, avrebbe bevuta quella sorta di veleno.

    Atrogicus mise la bevanda dentro un’ampolla incrostata di alghe e si recò dalla bella principessa; le porse la bevande e le disse che, bevendola, sarebbe diventata più bella e più forte.  Marlene fece finta di bere, ma cogliendo di sorpresa il drago, riuscì a liberarsi  e con l’aiuto di un delfino, riuscì a ritornare sulla spiaggia.

    Atrogicus cercò di inseguire la ragazza, ma il suo corpo venne trascinato da una violenta corrente marina e fatto sprofondare nei più profondi abissi, un forte boato fece aprire la crosta terrestre, acqua, rocce, sabbia, furono risucchiate e con esse il malefico Atrogicus.

     

    La Natura aveva punito per sempre il male e salvato la sua principessa.

     

    Alunni della classe II A Scuola Secondaria di primo grado di Roccamontepiano

    (Elena Basciani, Beatrice Di Derardino, Mario Di Sipio, Sofia Donatucci, Fabrizio Marinelli, Uliana Marinelli, Nicole Montanaro)

    di Redazione Istituto Comprensivo Fara Filiorum Petri


    Parole chiave:

    fantasy , scuola

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