I Nostri racconti: Indietro nel Tempo - Un racconto di fantascienza
 
    Stai leggendo il giornale digitale di Istituto Comprensivo Fara Filiorum Petri su
    Clicca qui per leggere il giornale di un altro Istituto.

    I Nostri racconti: Indietro nel Tempo

    Un racconto di fantascienza

    INDIETRO NEL TEMPO

     

     

    Era l'anno 3010, il pianeta Terra negli ultimi 30 anni era stato il campo di battaglia di una sanguinosa guerra tra uomini e cyborg, esseri metà uomo e metà macchina, creati dalla mente folle di uno scienziato conosciuto come il prof. Culderi.

    Grazie alla loro enorme forza fisica e alla netta superiorità tecnologica, i cyborg ebbero la meglio, portando all'estinzione quasi completa gli esseri umani. 

    I pochi superstiti si erano uniti in gruppi e,  rifugiati in bunker sotterranei,  ogni giorno,  per sopravvivere, erano costretti ad uscire per procurarsi delle provviste.

    All'interno di uno di questi bunker si trovava Mlink, un ragazzo di 29 anni dagli occhi e capelli castani.  Fin dalla sua infanzia aveva mostrato doti al di sopra degli altri bambini della sua età: era molto sveglio, intelligente e forte fisicamente; inoltre, vivendo in pieno le atrocità della guerra, aveva sviluppato un profondo odio nei confronti dei cyborg e del suo creatore.

    Confinato in quel bunker, trascorreva le giornate leggendo testi di fisica quantistica, regalatigli da suo zio che, prima dello scoppio della guerra, lavorava come professore universitario, ma il maggior tempo lo dedicava alla realizzazione del  suo progetto: stava costruendo una macchina del tempo.

    Chiuso nel bunker era difficile procurarsi gli arnesi e i pezzi di cui aveva bisogno,   ma l'aiuto degli altri abitanti fu determinante, la fiducia che essi  avevano nel ragazzo e  nel suo progetto, unica speranza per il genere umano di sopravvivere, li spingeva ad uscire, esponendosi a tanti rischi pur di procurare a Mlink ciò di cui necessitava, così dopo due lunghi  anni di lavoro e dopo diversi tentativi falliti, finalmente la macchina del tempo era pronta.

    Mlink sarebbe tornato indietro di 40 anni, all’epoca dell’invenzione del prof. Culderi e avrebbe trovato qualche modo per bloccare la produzione dei cyborg.

    Entrò nella macchina, visibilmente nervoso ma sicuro di sé, salutò con un gesto della mano lo zio e gli altri abitanti e, nel giro di qualche secondo, sparì in una nuvola di polvere.

     

    Un secco rumore lo avvertì della fine del suo viaggio. Uscì dalla macchina del tempo; non c'erano dubbi, aveva funzionato; ciò  che vide attorno a lui non era quello a cui era stato abituato fin da quando era nato: un bel prato verde si distendeva davanti ai suoi occhi, in lontananza campi coltivati e ampie colline, nessuna guerra, nessuna distruzione, nessun cyborg, ma non c'era tempo di fermarsi su questi particolari, aveva una missione da svolgere e doveva farlo al più presto; cercò un nascondiglio per la macchina e si mise in cammino.

    Suo zio gli aveva raccontato che, prima di perdere completamente il senno, il prof. Culderi era un rinomato e stimato  professore universitario, lo conosceva bene, era stato con lui in diversi convegni,  ma la sete di potere lo aveva rovinato e col tempo fatto impazzire.

    Si recò all'università, era sicuro di trovarlo lì e infatti  non si sbagliava. La lezione del prof. Culderi era appena finita, gli alunni stavano lasciando la grande aula, così ne approfittò per andare a parlare con lui. Quell’uomo, di circa 60 anni, che nel mondo di Mlink era stato sempre considerato un terribile tiranno, assetato di sangue, agli occhi del ragazzo appariva inerme, con gli occhiali da vista poggiati sul naso e la camicia marrone coi bottoni bianchi.

     

    L’uomo, accortesi del ragazzo e pensando che fosse uno dei suoi tanti allievi, sorridendo disse:

    - Posso aiutarti? - Ecco ... professore, mi chiamo Mlink Gautfierd, ho letto  molte delle  sue opere sulla cibernetica e sulla possibilità di dare una vera mente ai robot,   volevo sapere se tutte quelle teorie e progetti che lei ha esposto, possono effettivamente essere realizzati.

     

    Il professore lo guardò  incuriosito e con la mano gli  fece cenno di seguirlo.

    Alla fine di un lungo e luminoso corridoio, vi era il suo studio, qui invitò Mlink a sedersi e gli mostrò alcuni suoi progetti che dimostravano quanto le sue teorie non fossero solo tali.  Culderi stava lavorando sulla possibilità  di trasferire la mente di un umano nel corpo di un cyborg, con lo scopo di dare vita a un esercito affidabile, pronto a combattere senza scrupoli e paure per la difesa dei popoli, ovviamente il  progetto non era stato completato  e il professor Culderi non era ancora in grado di capire se la sua idea avesse realmente  funzionato; lui no, ma Mlink conosceva benissimo e da tempo la crudeltà del cyborg.

     

    - Professore, ha già iniziato a fare esperimenti? Cosa ne sarà delle persone che perderanno le loro menti? Non pensa che un progetto come il suo porterà a sacrificare molte vite umane?

    - Tu, caro ragazzo,  non vedi la potenza e la bellezza della creazione,  sacrificare poche vite  per il bene di tutta l'umanità è un  dovere nobile, questi cyborg miglioreranno  la vita  di chiunque,  saranno instancabili, metteranno fine alle guerre... -

     - O ne inizieranno delle nuove, lo interruppe Mlink e mostrando sicurezza e decisione aggiunse: -Avere alle sue dipendenze un esercito del genere le potrebbe permettere facilmente di conquistare il mondo, non è forse questo che ha in mente professore? Io questo non glielo permetterò-

    Dalla tasca estrasse una  pistola, la puntò contro Culderi - Ha ragione professore! A volte sono necessari sacrifici per il bene di tutta l'umanità! - E premette il grilletto.

     

    Lo sparo aveva richiamato l’attenzione di molti ragazzi, il corridoio cominciò a brulicare di persone, Mlink raggiunse la macchina del tempo, salì e inserì la data di destinazione.

    Con un fragoroso boato la macchina spari; una terra diversa da quella che aveva lasciato, senza macerie, senza guerra, senza bunker, senza  cyborg, lo stava aspettando. L’umanità non avrebbe ricordato nulla di ciò che era successo, o meglio, di ciò che non ero successo. 

     

    Brenda Fanciulli, classe 3 Roccamontepiano

     

     

     

     


    Parole chiave:

    fantascienza , scuola

    Condividi questo articolo





    edit

    Scrivi su Scuolalocale clear remove

    Scrivi un articolo e invialo alla redazione di un Istituto
    account_circle
    email
    local_phone
    pin_drop
    Seleziona la redazione del tuo Istituto o quella alla quale vuoi inviare il tuo articolo

    edit
    mode_edit
    Foto attach_file
    Indietro
    thumb_up

    Il tuo articolo è stato inviato alla redazione da te indicata!

    Attendi una loro risposta, grazie!

    doneChiudi
    Racconta la tua esperienza Scuola-Lavoro!
    Inserisci i tuoi dati, seleziona il progetto di alternanza e racconta l'esperienza; la redazione di Scuolalocale del tuo Istituto riceverà queste informazioni e le pubblicherà su Scuolalocale.
    account_circle
    email
    local_phone
    pin_drop
    Seleziona la redazione del tuo Istituto o quella alla quale vuoi inviare il tuo articolo
    Seleziona il progetto che vuoi raccontare, non c'è? Chiedi subito al tuo tutor aziendale di inserirlo!
    mode_edit
    mode_edit
    mode_edit
    mode_edit
    mode_edit
    mode_edit
    mode_edit
    mode_edit
    mode_edit
    Foto attach_file
    Indietro
    thumb_up

    Il tuo articolo è stato inviato alla redazione da te indicata!

    Attendi una loro risposta, grazie!

    Invia la tua Idea clear remove

    Descrivi la tua idea e inviala a Scuolalocale.
    account_circle
    pin_drop
    Seleziona il tuo Istituto

    Seleziona l'ambito della tua idea

    mode_edit

    thumb_up

    La tua idea è stato inviata a Scuolalocale!

    Grazie!

    doneChiudi
    Chiudi
    Chiudi