27 gennaio, Giorno della Memoria: per non dimenticare!! Davvero - Oggi la Shoah, domani le altre tragedie prodotte dalla crudeltà umana.
 
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    27 gennaio, Giorno della Memoria: per non dimenticare!! Davvero

    Oggi la Shoah, domani le altre tragedie prodotte dalla crudeltà umana.

    Durante la commemorazione della Shoah, ieri 26 gennaio 2018, il Sindaco di Rapino, uno dei Comuni che fanno parte del nostro Istituto Comprensivo, ha detto che "il giorno della Memoria non dovrebbe essere stabilito per legge" ma, credo intendesse, un ricordo nel cuore di tutti. Ma forse è giusto così, ha aggiunto, la Legge fa il suo dovere, a noi il compito di rendere giustizia a questa immane tragedia. Lui da Sindaco, che ha organizzato questa bellissima manifestazione, col contributo di Don Claudio, noi da insegnanti, che abbiamo un compito importantissimo: diffondere la verità.

    Ma, purtroppo, non c'è stata solo la Shoah nella storia: ci sono state le Foibe, i Gulag, il genocidio del Rwanda nel 1994, sotto il silenzio complice di tutti, Onu compreso, forse perchè in Rwanda non cè niente da guadagnare, non so. So che scriveremo su questo.

    Ma oggi voglio presentarvi Serge Smulevic: io lo chiamo "un Primo Levi" Italiano, che per fortuna ha retto due volte: ad Auschwitz e all'inferno del ricordo di Auschwitz, ed è morto nel 2010.

    I capolavori che vi mostro, sono stati scritti negli anni 90. Forse quando è stato in grado di raccontare il suo orrore, che gli ha corroso l'anima ma, per fortuna, non gli ha impedito di vivere.

    L'attività che segue, proposta e preparata in pochi giorni dalla sottoscritta, è stata mirabilmente letta dai miei alunni di terza di Rapino. Non c'è stato tempo di far fare il lavoro di ricerca e analisi, e i ragazzi si sono preparati in mezza giornata o poco più. A volte, per mancanza di tempo, noi proponiamo. e loro rispondono. Come? ieri hanno risposto con immensa sensibilità  e passione, immedesimandosi completamente nel personaggio. Grandi ragazzi.

    E' questa la Buona Scuola, quella che facciamo tutti i giorni con i "nostri ragazzi". Perchè l'insegnamento è un'interazione, si insegna e si apprende reciprocamente. Ed è questa la Magia. 

    Domani bisseremo a scuola, con altre classi. 

    Intanto, buona lettura e buon giornalino a tutti.

    Alcune informazioni, sono state prese da un sito internet. La presentazione l'ho scritta io, immaginando cosa avrebbe detto lui.

     

    SERGE SMULEVIC , 1921- MORT LE LUNDI, 15 FEVRIER 2010

    " Je m'appelle Serge Smulevic et j'ai vécu l'enfer. Mais j'en suis sorti. Et je suis mort de vieillesse. J'ai curé mon âme à travers l'écriture.

    (MI CHIAMO SERGE SMULEVIC E HO VISSUTO LINFERNO. MA NE SONO USCITO E SONO MORTO DI VECCHIAIA. HO CURATO LA MIA ANIMA ATTRAVERSO LA SCRITTURA)

    Je suis né le 6 et le 20 avril 1921 ! En réalité le 6, mais mon père, tellement heureux d’avoir un fils, a bu plus que de raison et a oublié d’aller me déclarer. Il ne s’en est souvenu que le 20 avril et a réparé son oubli ce jour-là.

    (Sono nato il 6 e il 20 aprile 1921. In realtà il 6 ma mio padre era talmente felice di avere un figlio che si è ubriacato e ha dimenticato di dichiararmi. Se ne è ricordato solo il 20 aprile e ha rimediato in quel giorno)

    Nice, le 29/11/43 4 heures

    Maman chérie, je t'écris vite quelques mots, pour te dire de ne pas te faire de soucis. Je crois pouvoir te donner bientot de mes nouvelles,car nous partons travailler sans doute.

    je vous embrasse tous, bien fort.

    ton fils Serge

    (Nizza, 29/11/43    ore 4

    Cara mamma,

    ti scrivo in fretta qualche parola per dirti di non preoccuparti. Credo di poterti dare presto mie notizie, poiché partiremo a lavorare, senza dubbio

    vi abbraccio tutti forte

    tuo figlio Serge)

     

    Quand je raconte Auschwitz...

    Quand je raconte Auschwitz,
    Je raconte ce que j'ai vu
    Parce que j'y ai vécu.
    Jamais je ne raconte ce que l'on me raconte.
    Exagérer ce que l'on a vécu,
    C'est travestir la vérité, c'est trahir
    La déportation.

    Au début, il y a eu Dieu.
    Peut-être.
    Après, il y a eu Auschwitz.
    Avec certitude.

    Après, il y aura après nous.
    Quoi ?

    Quando racconto Auschwitz

    Quando racconto Auschwitz

    Racconto ciò che ho visto

    Perché ci ho vissuto

    Non racconto mai ciò che mi si racconta

    Esagerare ciò che si è vissuto

    È travestire la verità, è tradire

    La deportazione.

    All’inizio c’è stato Dio.

    Forse

    Dopo, c’è stato Auschwitz

    Con certezza.

    Dopo, ci sarà dopo di noi.

    Cosa?

    Histoire de trains

    Demain matin

    j'irai dans cette gare

    fumer un bon cigare
    ... et voir passer les trains

    Moi, je ne prends plus le train,
    un train, c'est très malin.
    Ça peut partir très loin
    ne plus te ramener demain...

    Alors... dare-dare
    je sors de cette gare.
    Je veux revoir demain
    et ne plus voir de train.

    Serge Smulevic, 1996

    STORIA DI TRENI

     Domani mattina

    Andrò in questa stazione

    A fumare un buon sigaro

    …… e veder passare i treni

     

    Io, non prendo più il treno

    Un treno, è molto subdolo

    Può partire molto lontano

    Non più riportarti domani

     

    Allora, veloce veloce

    Esco da questa stazione.

    Voglio rivedere domani

    E non vedere più treni

     

    1996

    di Redazione Istituto Comprensivo Fara Filiorum Petri


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